lunedì 11 ottobre 2010

S. Giovanni Rotondo; Monte S. Angelo; Incoronata

Questo spero sia il primo di una lunga serie di post dedicati al pellegrinaggio in vari siti religiosi, di maggiore o minore rilevanza, in Italia e in Europa.
Quelle che leggerete qui sotto sono le note critiche e le osservazioni di Damiano de Gennaro, ragazzo molfettese con cui spero inizierà una collaborazione.
In parentesi quadre le mie osservazioni.

In ricorrenza del periodo festivo nelle zone del Gargano, molto devote alle figure di S. Michele Arcangelo e S. Pio [rispettivamente il 23 e il 29 settembre], siamo andati in quei luoghi per trascorrere una giornata da fedeli pellegrini. La mattina ci siamo recati in una delle location più visitate dai fedeli di tutto il mondo, S. Giovanni Rotondo. Appena arrivati siamo stati colpiti dall'immensa marea di persone che si recavano in direzione della nuova chiesa. Ormai la vecchia chiesa con i suoi ambienti adibiti a museo, non svolge più le stesse funzioni a cui assolveva prima della traslazione del corpo di S. Pio e l'afflusso consistente delle persone si è spostato insieme al santo nella cripta della chiesa progettata da Renzo Piano.


Il caldo, la fila interminabile, diventano qualcosa di insignificante quando giungiamo al cospetto di quel tesoro sotteraneo. L'infinito corridoio che porta alla cripta è decorato con mosaici rappresentanti la vita di S. Pio e quella di S. Francesco. Quando finalmente si arriva alla cripta decorata con mosaici in stile bizantino. Al centro un mosaico rappresentante Cristo con un libro in mano con scritto "Io sono la vita". Continuando il percorso obbligato, si giunge all'apertura nel muro dalla quale si scorgono le spoglie di S. Pio. Tutto d'argento decorato con pietre preziose. Una domanda sorge spontanea, a noi come già a molti: ma padre Pio avrebbe voluto tutto questo sfarzo? Lui che era un frate francescano? [a riguardo probabilmente aprirò un sondaggio per sondare il vostro parere]






A mezzogiorno ci rechiamo a Monte S. Angelo dove il calore fieristico ci fa scordare del freddo pungente. Troviamo persone in ogni dove, venditori di caramelle, carrube, prodotti tipici del Gargano. Scendendo giù nei pressi del Santuario troviamo anche qui una fila enorme, ma in un quarto d'ora siamo già giù nella chiesa. San Michele dalla sua urna in plexiglas, ci guarda con il suo occhio vigile. Purtroppo ci consentono di sostare solo per pochi minuti. Risaliamo e percorriamo la via della fiera.




Dopo aver pranzato, per le 15 lasciamo il paese e ci rechiamo al Borgo Incoronata a Foggia. Mi ricorda una piccola Fatima, ma qui diversamente i fedeli sono di meno. Entriamo in chiesa e un uomo ci avvisa di stare attenti ai nostri portafogli e oggetti personali. Rimaniamo molto meravigliati di questo... Percorriamo il percorso che narra la storia del Santuario fondato nel 1001 e ci ungiamo con l'olio come vuole la tradizione. Uscendo dalla chiesa sono stato colpito da un senso di smarrimento e solitudine, ma tutto sommato è stata una bella esperienza e spero di ritornarci l'anno prossimo.




*Testo e foto di Damiano de Gennaro

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