giovedì 24 febbraio 2011

Buon 3° compleanno blog!

Cari amici, care amiche, sono passati già tre anni da quel 24 febbraio 2008, giorno in cui è nato questo blog.
Da allora sono cambiate parecchie cose che hanno portato ad una evoluzione considerevole del blog e a testimoniarlo sono le statistiche che fino a oggi totalizzano quasi trentamila visite!!

statistiche dal mese di aprile 2008

Nel corso di questi tre anni oltre alla mia mano, il blog si è arricchito della preziosissima mano di Maria Cristina Roselli, testimone di importanti eventi specialmente nella città di Molfetta.
Più di recente poi si è aggiunto anche Damiano de Gennaro che auspico diventi più attivo per il blog.
Nel corso di questi tre anni ho avuto parecchie gratificazioni dal mio lavoro, sono stati raggiunti vari traguardi dandomi la giusta grinta per continuare sempre con passione il mio lavoro.

il giorno in cui il blog ha ricevuto il più alto numero di visite

Per il futuro auspico che il numero dei lettori aumenti e con esso aumenti anche il gradimento.
Sono in cantiere diversi progetti come già annunciato nel "discorso di fine anno" tra cui diverse interviste.
Nell'invitarvi a intervenire maggioramente con commenti, richieste, considerazioni, scrivo un piccolo "albo d'oro" di questi tra anni.

La pagina con più visite in assoluto: COMMONWEALTH & CO. - REGNO UNITO (1597 visite);
La seconda pagina con più visite: Breve storia della Madonna del Rosario a Terlizzi (1403 visite);
Provenienza visitatori:
Italia
28.106
Stati Uniti
1.893
Germania
223
Spagna
187
Regno Unito
166
Francia
142
Paesi Bassi
124
Federazione Russa
101
Brasile
94
Svizzera
90

Ringrazio anche i blog amici "Molfetta e..." e "Molfetta Passione mia" per aver messo nelle loro colonne un link da cui poter facilmente accedere ad "Arte, cultura, storia, politica, tradizioni del mio paese...e non solo".
Infine ringrazio tutti voi per seguirmi sempre numerosi e fedeli!
Grazie!
Tutti insieme:

BUON COMPLEANNO BLOG!

Testo e immagini di Francesco De Nicolo

martedì 22 febbraio 2011

Intervista alla prof.ssa A. Dagostino su Giovinazzo e altro

Intervista alla professoressa Antonia Dagostino, docente di filosofia con venti anni di insegnamento e con laurea in pedagogia; ha cattedra presso il triennio del Liceo Scientifico Tecnologico “Galileo Ferraris” di Molfetta.

Io e Damiano de Gennaro abbiamo pensato di fare questa intervista per saperne di più sulla città di Giovinazzo approfittando del fatto che è la città di residenza della professoressa.

Francesco [caratteri normali];

Prof.ssa [grassetto]


Lei è di Giovinazzo, può darci qualche informazione generale sulla città?

Si racconta che Giovinazzo sia stata fondata dai Greci, ma dei fasti del passato è rimasto poco e oggi molti giovani emigrano. Un duro colpo alla città è stato dato dalla chiusura dell’Acciaieria e Ferriera Pugliese. È comunque difficile riuscire a sintetizzare la storia in due parole.


Quali sono le feste di Giovinazzo?

Le feste di Giovinazzo sono soprattutto religiose; quelle civili sono le stesse comuni a tutto il resto della Nazione. Le feste religiose più seguite sono quella di Sant’Antonio da Padova, San Giuseppe e quella della Madonna di Corsignano.


Cosa mi può dire della festa di San Giuseppe?

Quella di San Giuseppe è una festa piuttosto originale rispetto alle altre perché le donne nelle proprie case organizzano degli altarini e in torno a questi altarini le donne si raggruppano per la novena celebrando e pregando. Il giorno della festa c’è la tradizione di offrire dei dolcetti alle persone che vanno a visitare questi altarini. Questa usanza deriva dal fatto che anticamente il giorno di S. Giuseppe le famiglie facoltose offrivano alle famiglie più povere dei pranzi particolari in segno di solidarietà. Oggi è scomparsa la tradizione del pranzo ma è rimasta quella di offrire taralli, biscotti e pani. Il giorno di S. Giuseppe si crea quasi una processione libera di questi fedeli che si recano di casa in casa in visita degli altarini arricchiti con un’immagine o una statuetta del Santo.


Qual è il posto che le piace di più della sua città?

Il lungomare, il paese antico, il centro storico, la cattedrale…


Qual è la chiesa che le piace di più di Giovinazzo?

La cattedrale, le chiesette del centro storico.


Quale è la tradizione Pasquale giovinazzese?

La Settimana Santa che viene celebrata è quella conforme ai riti della Chiesa Cattolica. Non esistono riti particolari a Giovinazzo rispetto agli altri paesi. C’è la processione del Venerdì Santo, quella della Resurrezione e vengono effettuate in tarda serata ma non di notte come a Molfetta.


Può riassumerci la storia della Madonna di Corsignano?

La leggenda narra che un crociato proveniente dall’Oriente abbia portato con se questo quadro e lo abbia messo in una chiesetta al confine tra Terlizzi e Giovinazzo. Nei pressi della chiesetta c’era anche un lazzaretto, e in questo ospedale si trattenne il crociato per essere curato. Il quadro venne fatto conoscere sia ai giovinazzesi che ai terlizzesi e scoppiò una controversia trai due paesi sul possesso dell’icona. Sempre secondo la leggenda si racconta che per non arrivare ad un conflitto il quadro venne messo su un carro di buoi che portò l’icona verso Giovinazzo. Dall’ora la Madonna ha compiuto diversi miracoli ed è nata questa profonda devozione che ogni anno viene testimoniata attraverso la festa che attira anche i migranti e turisti.


È molto curiosa questa storia poiché a Terlizzi questa leggenda non è conosciuta ma soprattutto perché Terlizzi ha con la Madonna di Sovereto una leggenda molto simile che coinvolge però Terlizzi e Bitonto.

Forse perché ogni paese ha bisogno di sentirsi l’eletto da queste figure di Santi, ma bene o male di fronte a Dio siamo tutti uguali.


Sa dirci per quale motivo nell’icona della Madonna di Corsignano viene coperto il volto di Gesù Bambino?

È una cosa che mi sono chiesta sempre anche io. Bisognerebbe fare una ricerca approfondita.


Ci sono particolari tradizioni natalizie a Giovinazzo?

C’è una canzone tipica in dialetto giovinazzese ma in questo momento non me la ricordo, poi ci sono i dolci, soprattutto i calzoncelli, i dolci col vincotto.


È contenta di vivere a Giovinazzo?

Si, sono abbastanza contenta. È vero che ci sono pro e contro, ma l’importante è avere persone con cui ci si dialoga e ci si rapporta.


È contenta di insegnare a Molfetta?

Certamente.


Cosa le piace di più di Molfetta e cosa di meno?

Dal punto di vista umano mi piace che ci siano persone intraprendenti, aperte. Dal punto di vista architettonico mi piace la cattedrale, il centro storico. Invece mi piace di meno la presenza di troppo cemento.

Non so se sa che a Terlizzi recentemente è stato dato fuoco alla porta di due chiese. Cosa ne pensa?

Sono contraria ad ogni forma di violenza quindi condanno il fatto. Chi ha bisogno di dire qualcosa può farlo apertamente senza fare un atto di violenza che è sempre negativo. Poi la chiesa è un luogo in cui si prega e dove si vive con serenità.


Cosa ne pensa di questa intervista?

Che se avessi saputo prima le domande avrei potuto dare risposte più complete [risata]

Non si preoccupi è stata esaustiva. Grazie.

Foto e intervista di Francesco De Nicolo
Prima foto in alto: cartina della città di Giovinazzo
Seconda foto: altare di San Giuseppe presso la chiesa di San Domenico a Giovinazzo
Terza foto: Madonna di Corsignano nella Cattedrale di Giovinazzo
Quarta foto: il portale incendiato della Chiesa dei Cappuccini a Terlizzi

domenica 20 febbraio 2011

Chiesa e culto della Madonna di Costantinopoli a Terlizzi

Il primo martedì del mese di marzo si celebra la festa della Madonna di Costantinopoli.
A Terlizzi è venerata nella chiesa di S. Francesco Saverio, conosciuta dalla popolazione come chiesa della Madonna di Costantinopoli, un bellissimo simulacro ligneo scolpito dal nostro Giuseppe Volpe nel 1836.
Un tempo la devozione doveva essere particolarmente viva se nel 1703 fu eretto un sodalizio confraternale in onore della Madonna di Costantinopoli. La prima sede della congrega fu la chiesa di San Giovanni Battista che si affacciava su Largo Lago Dentro (della chiesa oggi rimane solo il portale rinascimentale). Qundo si estinse la nobile famiglia che manteneva la chiesa, nel 1825, la confraternita decise di spostarsi nella chiesa di San Francesco Saverio appena costruita da un gruppo di devoti.
Trent'anni più tardi la confraternita acquistò dalla chiesa di Santa Maria la Nova il pregevole coro di legno di noce scolpito adattandolo alla parete. Ma se ne disfece dopo appena dieci anni.
Il colore della mozzetta della confraternita ormai estinta era il turchino

Nella chiesa della Madonna di Costantinopoli sono venerate anche le due statue di San Bernardino da Siena (e non San Leonardo come recita erroneamente il cartiglio alla base della scultura) e San Bonaventura. Al di sotto dell'altare è conservata la bellissima statua di Cristo Morto portata in processione il Venerdì Santo.

Il portale rinascimentale della distrutta chiesa di San Giovanni Battista


Cristo Morto al rientro nella chiesa [foto di Maria Lovino]


La Madonna di Costantinopoli, scolpita da Giuseppe Volpe nel 1834, ricorda i lineamenti della Madonna della Stella dello stesso Volpe.
La scultura è stata riportata all'antico splendore grazie ad un recente restauro che ha eliminato le pesanti ridipinture

Come di consuetudine in occasione della festa ci sarà la sagra delle nocelle e dei panzerotti.
Quest'anno però i festeggiamenti accrescono di sontuosità grazie alla presenza del Vescovo che celebrerà l'Eucarestia del 28 febbraio.
Auspico che questa bella festa continui a crescere con la speranza che un giorno possa essere reintrodotta la processione con la bella Madonna del Volpe.

Purtroppo attualmente sono in possesso solo di queste poche foto. Prossimamente spero di aggiurnare la raccolta.

Foto e testo di Francesco De Nicolo
Foto di Maria Lovino
Programma e foto della Madonna restaurata tratta dal web

domenica 13 febbraio 2011

Perchè San Valentino è il Santo degli innamorati?

Il 14 febbraio, come tutti ben sanno, è la Festa di San Valentino.

Questa giornata è dedicata a tutte le coppie innamorate, fidanzati, sposati; in preparazione a ciò, il 13 febbraio si svolge la Festa della Promessa per i fidanzati presso il Seminario Regionale di Molfetta, come riportato dal programma di seguito.
Ma perchè tutto ciò è collegato alla figura di un Santo? Chi è San Valentino? Perchè è venerato come Santo degli innamorati?

L'origine di questa festività sta nel tentativo, da parte della Chiesa Cattolica, di sostituire un antico rito pagano per la fertilità: fin dal IV secolo a.C., i romani, nel mese di febbraio (considerato precursore della Primavera, stagione della rinascita), effettuavano dei cruenti sacrifici animali in onore del dio Lupercus.

Ecco perchè nel 496 d.C Papa Gelasio introdusse il culto di San Valentino, un vescovo martire, nato a Terni nel 175 d.C e divenuto Patrono della città stessa.

A Terni, infatti, vi è la Basilica Santuario dedicata al Santo vescovo, in cui è venerato anche il corpo.


Attorno alla figura di San Valentino, ruotano tante leggende, quasi tutte riguardanti episodi d'amore.

Una prima leggenda narra la storia di Sabino e Serapia, il primo pagano e la seconda fervente cristiana. Quando Sabino, innamorato della fanciulla, si presentò ai genitori chiedendo la mano della loro figlia, questi si rifiutarono di concedergliela, a meno che non si fosse convertito al Cristianesimo. Grazie all'aiuto del vescovo Valentino, il giovane si convertì realmente alla nuova religione, venendo anche battezzato. Ma Serapia di ammalò di Tisi... Il giovane Sabino chiese l'aiuto del vescovo, riconoscendo di non poter vivere separato dalla sua amata, e grazie al suo intervento, i due vennero uniti in matrimonio, avvolti da un beato sonno che durerà per tutta l'eternità...
Una seconda leggenda (rappresentata anche nella prima immagine riportata in questo post) racconta che Valentino, sentendo una coppia di giovani fidanzati litigare, raccolse una bellissima rosa e la porse a quei due, invitandoli a riconciliarsi e ad affidare il loro amore al Signore, affinchè potesse essere duraturo e fecondo.
E infine, Valentino possedeva un bel giardino, ricco di fiori, nel quale permetteva a tanti bambini di trascorrere i loro momenti di gioco e allegria insieme. Quando arrivava la sera, donava a ciascun piccolo un fiore diverso, esortandolo a portare questo piccolo dono alla sua mamma e a riempire di amore e gioia la sua famiglia, con la sua spensieratezza e con la promessa di comportarsi bene e di rispettare i più grandi. Da qui l'usanza, nel giorno di San Valentino, di offrire dei piccoli doni alle persone a cui vogliamo bene...
Buon San Valentino a tutti!
Foto tratte da internet
Testo di Maria Cristina Roselli

sabato 12 febbraio 2011

Processione della Madonna di Lourdes a Molfetta

Nel giorno 11 febbraio, la Chiesa ricorda le 18 apparizioni della Vergine Maria, presso la Grotta di Massabielle in Lourdes, alla piccola Bernadette Soubirous. Fù proprio in questo luogo, nel lontano 1858, che, a una insistente richiesta della ragazzina di poter conoscere l'identità della "misteriosa signora", che la Madonna rivelò di essere l'Immacolata Concezione.

A Molfetta, presso la Parrocchia Immacolata, è custodito un bellissimo simulacro ligneo della Madonna di Lourdes, opera scolpita nel 1958 dallo scultore Mussner di Ortisei. Rappresenta la Vergine, vestita di bianco e cinta da un nastro azzurro che riproduce il cielo stellato, avente le mani giunte e ai piedi due rose dorate. Dalla roccia su cui poggia i piedi la Vergine, sgorga una piccola sorgente d'acqua, in ricordo del miracolo compiuto dalla Madonna proprio durante una delle sue apparizioni a Lourdes.


Ieri sera, dopo la Santa Messa celebrata dalle ore 17.oo, attorno alle ore 18.30 si è svolta la tradizionale processione, con il simulacro della Madonna, preceduto dalla più piccola statua raffigurante Bernadette.

La foto laterale raffigura la Madonna, poco prima della processione, sul suo trono per la festa 2011.

La Parrocchia Immacolata di Molfetta

Presso la piazzetta davanti alla chiesa, attraverso un grazioso arco di luminarie, la statua della Madonna di Lourdes.








Santa Bernadette Soubirous
"Và un dì Bernardetta fuscelli a cercar
con due bambinette che il gel fà tremar..."



"La grotta si accende di luce del Sol
la bella Signora la bimba a sè vuol..."


"Di bianco candore recinta di un vel,
le cinge la vita un lembo del ciel..."



"Dei nostri ammalati lenisci il dolor,
che sian consolati dal dolce tuo Cuor!
Ave, Ave, Ave Maria!"



Foto e testo di Maria Cristina Roselli

venerdì 11 febbraio 2011

Il Falò 2011!

Ecco qui le foto del tanto atteso Falò di San Corrado, Patrono della Diocesi e della Città di Molfetta!
Dopo la Solenne Celebrazione delle ore 18.30, officiata nella Cattedrale dedicata all'Assunta, da parte del Vescovo Mons. Luigi Martella, attorno alle ore 20.30, con grande attesa da parte dei presenti e le urla dei più piccoli inneggianti al "Falò", è stata accesa l'enorme catasta di legna accanto alla Chiesa del Purgatorio.
La Cattedrale.
La catasta, in attesa di essere "bruciata"...


Intanto nella Cattedrale, gremita di gente, si celebrava il Santo Patrono...



Ed ecco il primo fuoco, quello che darà origine poi al grande Falò!








Per domenica 13 febbraio, la Pro Loco organizza un altro grande Falò presso la Basilica della Madonna dei Martiri, per continuare a festeggiare il nostro Patrono!
Testo di Maria Cristina Roselli
Foto di Maria Cristina Roselli e Francesco De Nicolo
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