giovedì 9 dicembre 2010

Maria SS. di Loreto a Molfetta

Il 10 dicembre si festeggia la Madonna di Loreto.

La tradizione cristiana vuole che la Santa Casa di Nazareth, dove Maria ha vissuto e dove ha ricevuto l'annuncio dall'Angelo Gabriele della sua maternità, sia stata portata via da quella terra di Galilea, dopo che il suo popolo abbandonò la sua fede in Cristo. Si narra che il primo luogo che ospitò le 3 mura dell'antica casa (la quarta parete infatti, attualmente è l'altare con il simulacro della "Vergine Nera" nel suo Santuario in Loreto, ma in origine era costituita da una grotta, custodita nella Basilica dell'Annunciazione in Nazareth), fù Tersatto, in Croazia. Poichè qui non venne affatto onorata, nuovamente gli Angeli trasportarono la Casa in altri luoghi, e ricevette lo stesso trattamento. Infine, il 10 dicembre 1294, la posarono definitivamente in un bosco di lauri, divenuta Loreto, e nel 1468 iniziarono i lavori di costruzione del grandissimo Santuario della Santa Casa!
Proprio per la modalità del trasferimento della Casa di Maria, la Madonna di Loreto viene invocata dagli Aviatori come loro Patrona.

A Molfetta, presso la parrocchia di Santa Teresa, è venerata la scultura lignea secentesca della Vergine Lauretana, ma, diversamente dalla famosa Madonna Nera di Loreto, essa rappresenta una giovane donna bianca, non più in piedi, ma seduta sulla Sua Casa e tiene in braccio il Bambino.



Riporto qui di seguito il programma della festa di quest'anno tratto dal sito della Confraternita:

1 DICEMBRE : ore 17.30 Rosario- Novena- S. Messa; Al termine della Messa Peregrinatio Mariae in un caseggiato del quartiere;
2 DICEMBRE : ore 17.30 Rosario- Novena- S. Messa; Al termine della Santa Messa : Adorazione Eucaristica;
3 DICEMBRE : ore 17.30 Rosario- Novena- S. Messa;Al termine della Messa Peregrinatio Mariae in un caseggiato; del quartiere;
4 DICEMBRE : ore 17.30 Rosario- Novena- S. Messa; Giornata dedicata alla famiglia;
5 DICEMBRE : ore 17.30 Rosario- Novena- S. Messa; Giornata dedicata al creato;
6 DICEMBRE : ore 17.30 Rosario- Novena- S. Messa; Giornata dedicata ai malati, incontro con L’UNITALSI;

7-8-9 dicembre: Triduo Solenne con tema: Ave Maria preghiera di tutti

10 dicembre: FESTA DI MARIA SS. DI LORETO Sante Messe ore 8.30- 10.30. Al termine della Santa Messa delle ore 10.30: SUPPLICA ALLA VERGINE LAURETANA. Ore 18.15 Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Don Liborio Angelo Massimo.

"O Madre Immacolata, Regina di Loreto, santifichi e proteggi le nostre dimore, su tutte, o Madre, veglia le case del mondo!"

Foto e testo di Maria Cristina Roselli

martedì 7 dicembre 2010

Intervista a don Pasquale Rubini

Intervista a don Pasquale Rubini per il blog “Voci e colori del sud”.

Il giorno 4 dicembre, io e Damiano de Gennaro, ci siamo recati alla parrocchia S. Bernardino di Molfetta per intervistare il parroco don Pasquale Rubini.

Damiano; Francesco

Don Pasquale


Damiano: Sappiamo che è di Ruvo, quindi vogliamo farle alcune domande su Ruvo e le sue tradizioni. Iniziamo con un po’ di storia generale della città.

Don Pasquale: Beh io so che Ruvo è un paese antichissimo come dimostrato da delle scoperte di età molto antica, età precedenti a quella greca e romana. È stata una città della Magna Grecia, poi città Romana ed è stata una delle prime città ad accogliere il cristianesimo. Penso che tutto questo venga testimoniato dalla presenza del Museo Jatta, uno dei musei più belli di Puglia. Ricordo che Ruvo era anche una città della Peucetia e infatti c’è anche una via dedicata alla Peucetia. Quindi una città molto antica che conserva una ricchezza storica non indifferente.


Damiano: Quali sono le più importanti feste ruvesi?

Don Pasquale: Beh le feste ruvesi sono legate sicuramente alla tradizione religiosa in particolare la Festa Patronale e la Festa dell’Ottavario che ricorda l’episodio in cui il Conte Carafa fece un gesto sacrilego durante la processione del Corpus Domini e in gesto di riparazione fu rifatta la processione dopo otto giorni, l’Ottavario appunto. Poi c’è la Settimana Santa, molto molto sentita; poi oltre il Natale, oltre l’Immacolata, c’è Santa Lucia. La Festa del Santo Patrono, San Biagio, il 3 febbraio è un’altra festa molto sentita dai ruvesi. Insomma feste religiose soprattutto.


Damiano: E secondo lei a quale di queste feste sono legati maggiormente?

Don Pasquale: Mah, io penso che siano legati innanzi tutto e tanto alla Festa dell’Ottavario però c’è anche una bella partecipazione per i riti della Settimana Santa.


Francesco: Al pari di Molfetta quindi anche a Ruvo la Settimana Santa è molto sentita. Può farci una visione generale e storica della Settimana Santa ruvese?

Don Pasquale: La Settimana Santa è legata soprattutto alle Confraternite. Ci sono confraternite come quella di San Rocco risalenti addirittura al ‘500. Le processioni però sono nate a fine ‘800 o almeno quella della Pietà e quella degli Otto Santi ai primi del ‘900. Quindi, per quanto riguarda i riti e le celebrazioni, essi sono antichissimi e legati alle confraternite, ma per quanto riguarda le processioni, queste sono più recenti ma comunque molto molto sentite.


Francesco: Secondo la sua opinione, qual è nella diocesi la Settimana Santa più emozionante?

Don Pasquale: (risata) Questa è una domanda un po’ compromettente…Allora…Io ho vissuto sia la Settimana Santa di Ruvo che quella di Molfetta, che sono entrambe molto belle. Però io vedo una partecipazione diversa… magari quelle di Ruvo sono un pochino più composte, più sentite, più partecipate nella preghiera e nel silenzio. Quella molfettese pure essendo molto bella, se si facesse più silenzio, sarebbero veramente il massimo.


Francesco: E qual è la Festa Patronale più bella?

Don Pasquale: Beh…la Madonna dei Martiri. Perché sicuramente è una festa sentita, un bagno di popolo e si sente proprio il calore del popolo molfettese e anche dei dintorni. Ma devo dire che forse sono le feste Mariane quelle molto sentite: penso alla festa di Giovinazzo della Madonna di Corsignano, anche lì c’è molta gente, e a Terlizzi, forse più che la festa del carro, la festa del 23 aprile, quando l’icona della Madonna viene portata fino a Sovereto ma anche la bella festa del Rosario in ottobre con tanta partecipazione e tanta fede.


Francesco: Quali sono le Confraternita di Ruvo?

Don Pasquale: Allora, la Confraternita di S. Rocco, la Confraternita del Purgatorio, L’Arciconfraternita del Carmine e poi la Confraternita della Purificazione-Addolorata. Sono quattro.


Damiano: Ci sono particolari tradizioni natalizie a Ruvo?

Don Pasquale: Beh, oltre i canti e i dolci tipici, comuni anche qui a Molfetta, ci sono anche i presepi. Il giorno della Vigilia c’è la Messa e la veglia della mattina. Si usa andare alla piazza del pesce per comprare il cosiddetto “capitone”, quest’anguilla che io non ho mai mangiato (risate).


Damiano: Qual è secondo lei la chiesa più bella di Ruvo?

Don Pasquale: Allora, la Concattedrale è una chiesa bellissima, però ho un fascino particolare per la chiesa di S. Domenico.


Damiano: E nella diocesi?

Don Pasquale: è difficile dire… Affettivamente sono molto legato alla Cattedrale di Molfetta, però nella diocesi penso alla Concattedrale di Ruvo o al Duomo di Molfetta o anche la Madonna dei Martiri, ma anche la Concattedrale di Giovinazzo. È un po’ difficile dire qual è la chiesa più bella.


Francesco: Cosa ne pensa delle tradizioni e della fede terlizzese?

Don Pasquale: Le tradizioni terlizzesi io le ho conosciute in quanto sono stato a Terlizzi per un po’ di tempo. Per quanto riguarda la fese, i terlizzesi hanno una fede molto viva, soprattutto un grande amore verso la Madonna, sia per la Madonna di Sovereto che per la Madonna del Rosario. Le tradizioni sono legate soprattutto a queste due feste. La Madonna di Sovereto mi pare che esca ben cinque volte in processione, e al di là del grande carro, c’è una fede popolare verso Maria. Poi c’è la festa della Madonna del Rosario che è molto religiosa, molto bella e molto sentita. Quindi un popolo che ha una grande fede, soprattutto mariana.


Francesco: Cosa ne pensa dei recenti roghi che hanno scosso la comunità terlizzese?

Don Pasquale: Io penso che siano un grande sacrilegio nei confronti della fede, della storia, delle tradizioni di questo popolo. Non c’è motivazione per spingere qualsiasi persona a fare un gesto del genere. Non c’è sicuramente motivazione buona, né cattiva; perché non si può! Così si viene meno al senso civico, alla propria fede, alla propria tradizione; non si è veri figli di Terlizzi e neanche persone degne di essere chiamate così.


Damiano: Sappiamo che era molto affezionato alla parrocchia S. Achille. Com’è stato dover lasciare quella comunità?

Don Pasquale: Lo devo confessare, è stato difficile perché mi ero molto legato alle persone, ai luoghi, alle situazioni e soprattutto ai giovani di quella comunità. Ma anche se ho sentito il distacco umano, ho guardato la cosa con gli occhi del Signore che mi ha chiamato ad un altro compito. Conservo comunque nel cuore bellissimi ricordi e rimane con loro una bellissima amicizia.


Damiano: è felice di essere diventato parroco della parrocchia S. Bernardino?

Don Pasquale: Io sono felicissimo di stare qui a San Bernardino perché ho trovato tantissima brava gente, tantissimi bravi ragazzi. L’essere parroco è un dono che Gesù e la Chiesa mi hanno affidato e sono felice di esserlo. Spero tanto di essere un bravo parroco.


Damiano: Cosa pensa della devozione verso l’Immacolata Concezione della nostra comunità?

Don Pasquale: Che è una cosa grandiosa vedere tanta gente che canta con tutto il cuore, con tutta la voce verso la Madonna. Questo mi riempie di tanta commozione. Forse è vero che il titolo mariano dell’Immacolata non è il più grande, però sicuramente è il più bello. Il più bello perché ci rimanda alla purezza, alla bellezza. Poi vedere piccoli, giovani, grandi, anziani vicini alla Madonna, è molto consolante. Ed è un vero invito alla speranza, alla speranza che forma le generazioni ed è un grande punto di riferimento.


Damiano: Cosa di potrebbe fare per migliorare questa parrocchia?

Don Pasquale: Faccio un discorso innanzitutto spirituale: sicuramente avvicinarsi di più al Signore e praticare di più il Vangelo. Poi sicuramente ci sono tante potenzialità, tante ricchezze e quindi la cosa più bella è stare più insieme e volerci bene veramente, lasciando stare tutte quelle cose che non piacciono o non vanno bene; creare una vera comunione.


Damiano: A quanti anni ha sentito la vocazione?

Don Pasquale: Da quando ero piccolo, forse già dalla scuola media. Poi man mano che camminavo con l’età la sentivo sempre più forte fino a quando presi la decisione di entrare in Seminario Regionale.


Damiano:Il sogno nel cassetto?

Don Pasquale: Il sogno nel cassetto è che tanti giovani possano seguire la strada di Gesù e tra questi ci siano giovani coraggiosi che sappiano dire di sì al Signore per seguirlo nella via del sacerdozio e della vita consacrata.


Francesco: Cosa ne pensa della nostra iniziativa?

Don Pasquale: Beh, che siete grandi (risate). Siete bravi, e quindi che non è vero che i giovani pensano solamente che so, ad andare di qua e di là; ma in loro c’è anche un grande spirito di ricerca, di sapere di formazione, di cultura, per creare una grande rete di comunione. E quindi vi ringrazio anche per questa intervista.

Damiano; Francesco: Grazie

Don Pasquale: A voi.

Ringrazio ancora una volta don Pasquale per averci concesso questa intervista.
Testo di Francesco De Nicolo; collaborazione di Damiano de Gennaro
Foto tratte da internet

domenica 5 dicembre 2010

Sanda Nəcolə, tə tèngh 'jènd'o corə

Oggi ecco un'altra filastrocca in dialetto terlizzese su San Nicola

SAN NICOLA TI TENGO NEL CUORE

Sanda Nəcolə, tə tèngh 'jènd'o corə!
Jà da quəsə nu ànnə c'aspèttə la fèsta tauə.
Tòtt
ə rə ddèjə u bbùnə nan so fàttə:
a mamm' e tat
ə', promèssə tantə e quandə;
o maestr
ə la pacienzə so fattə pèrdə,
a l
ə cumbàgnə lə quadìrnə so scrèttə.
Cèrt
ə, chèss' jà uvèrə, ma ièjə nan sò sàndə
e p
ə coss'alt'ànnə soltàndə
m
ə putə, almènə tèuə, pərdunə'
e qualche sciucuarìdd
ə purtə'!
C
ə po' kualke causə t'avànzə
arr
əcurdətə də cə tènə malacriànzə.
Promess
ə nan tə nə fàzzə
p
ə nan passə' pə pàzzə!




Testo e foto di Francesco De Nicolo
Foto: statua di San Nicola della chiesa di S. Agostino a Giovinazzo

sabato 4 dicembre 2010

Sanda Nəcole vè pə mərə

La filastrocca per diversi secoli è stata un componimento la cui memoria era tramandata da padre in figlio. Oggi purtroppo questo patrimonio si sta perdendo.
Alcune delle filastrocche della tradizione popolare avevano come soggetto l'amato San Nicola.
Una di queste, conosciuta e recitata in tutta la Puglia ma qui riportata in dialetto terlizzese, è un canto di marinai.
La filastrocca è stata riscritta grazie alle ricerche di Olga Chiapperini, ricercatrice di tradizioni terlizzesi.

Sanda Nəcole vè pə mərə
əstèute da marənérə
vé cu lébbr
ə e cu bastonə
cu nu sàcch
ə də càusə bonə!
'Mènamm
ənə a nu criatéurə
vé pu monn
ə, senza paghéurə.
Jà nu vecchi
ə Munzəgnorə
vé d
ə nottə a nəscun'orə,
chèsa chèe
ə e céttə céttə
métt
ə dòlgə e cumbèttə,
mètt
ə fejch' e pəstàzzə
jend'o sàcch
ə, senza tràzzə!
A l
ə trèstə e malaggèndə
na l
ə chèurə e na lə sènd;
ma c
ə 'mbèttə so lə uagnèunə...
scòrz
ə, cènər' e carəvəun!

Parafrasi

San Nicola va per mare, và vestito da marinaio, và con un libro e un bastone, con un sacco di cose buone! Mano nella mano a un bambino, gira il mondo senza paura. È un vecchio Monsignore và di notte ad ogni ora casa per casa, zitto zitto lascia dolci e confetti lascia fichi e pistacchi nella scarpa pulita! I cattivi, i malvagi Non li cura, né li ascolta; ma se capricciosi sono i bambini… bucce, cenere e carboni!

Testo di Francesco De Nicolo
Foto di Maria Cristina Roselli

venerdì 3 dicembre 2010

Nuovo post: La Confraternita del Santo Monte dei Morti

Da oggi, primo venerdì del mese di disembre, potete leggere l'articolo La Confraternita del Santo Monte dei Morti sul blog La Settimana Santa a Terlizzi.
In questo articolo parlo dell'ormai estinta Confraternita della Morte a Terlizzi.

lunetta del portale della chiesa dell'Immacolata

Testo e foto di Francesco De Nicolo

giovedì 2 dicembre 2010

L'Immacolata Concezione a Molfetta

L'8 dicembre 1854 venne proclamato, dal papa Pio IX, il dogma dell'Immacolata Concezione, Maria sine labe originali concepta, concepita senza macchia di peccato.


A Molfetta, presso la parrocchia di San Bernardino, è custodito un bellissimo simulacro ligneo raffigurante l'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. La statua, risalente al XVIII secolo, fù scolpita dallo scultore napoletano Brodaglio ed è stata di recente, sottoposta a restauro.

Raffigura la Vergine, con gli occhi rivolti verso il Cielo, con le mani giunte e, conformemente al testo dell'Apocalisse, schiaccia il capo del serpente, simbolo del peccato originale di cui Maria venne preservata, e sul capo vi è una corona di dodici stelle.

Il simulacro appartiene all'omonima Confraternita della Concezione, istituita dal Vescovo di Molfetta Mons. Giovanni Antonio Bovio il 26 maggio 1613. I confratelli indossano camice e cappuccio bianchi, mozzetta celeste e al collo un laccio celeste con una medaglia in metallo raffigurante l'Immacolata Concezione.


Questi stessi confratelli, il Sabato Santo, conducono in processione il simulacro di Maria Maddalena, custodito, insieme alle altre statue del gruppo della Pietà e all'Addolorata, presso la Chiesa del Purgatorio.

L'8 dicembre, come è riportato nel programma presente qui di lato, tra gli eventi consigliati, dalle ore 16.00 partirà la processione con il simulacro della Vergine per le vie della città.
Qui di seguito riporto le foto della parrocchia San Bernardino e del trono allestito per la festa.







"Ti saluto, Augusta Regina del Cielo e della terra, giglio candidissimo di purità, mistica soave rosa di Gerico, bella come il sole e come la luna; Ti saluto Immacolata Madre di Dio per tutta l'eternità: così sia!"




Foto e testo di Maria Cristina Roselli

Conferenza: "L'iconografia della Vergine Immacolata dalle origini ai giorni nostri"

E’ iniziato dicembre e in aria c’è un’atmosfera di festa che si diffonde per le strade del centro molfettese. Un aria di gioia, di preghiera e di speranza in attesa del Natale ormai prossimi.

Grande attesa e gioia per l’imminente festa dell’ Immacolata Concezione che si celebra l’8 dicembre.

Noi suoi figli la veneriamo nella chiesa di San Bernardino dove la Confraternita la protegge e la celebra gloriosamente.

Tipico della novena è l’incontro per scoprire il significato e la simbologia della statua e del quadro presenti nella Chiesa di S. Bernardino.

Lo scorso 30 novembre si è svolta una conferenza nella quale l’esperta Cecilia Vista che ha descritto in maniera esaustiva il quadro e la statua restaurata pochi anni fa.

Novità di questo anno è la presenza di un parroco nuovo e padre spirituale, don Pasquale Rubini, che da alcuni mesi si è insediato in parrocchia sostituendo don Michele Amorosini, al quale va riconosciuto tanto merito per aver fatto risplendere alcuni degli innumerevoli gioielli dell’arte custoditi in chiesa.

Il dibattito si è soprattutto incentrato sulle analogie e differenze tra le varie rappresentazioni mariane, soprattutto quelle con i canoni della mezzaluna e del serpente sotto i piedi della Beata Vergine.

Oggi, 2 dicembre si attende la venuta del Vescovo della nostra diocesi Luigi Martella e il coro Harmonia Mundi accompagnerà la celebrazione.

In attesa di nuovi aggiornamenti vi rimando al mio prossimo articolo.

Foto e testo di Damiano de Gennaro

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