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lunedì 22 aprile 2013

50° anniversario della traslazione delle immagini dei SS. Medici dalla chiesa di S. Giorgio al Santuario

Lo scorso marzo la comunità di Bitonto ha festeggiato il 50° anniversario del trasferimento delle sacre immagini dei Santi Medici Cosma e Damiano dalla chiesa di San Giorgio nel centro antico alla Basilica-Santuario a loro dedicata.
I festeggiamenti sono iniziati il 6 marzo con l'inaugurazione della mostra fotografica sulla basilica.
L'appuntamento più atteso è stato però quello di mercoledì 13 marzo, giorno in cui i simulacri dei due santi taumaturghi sono stati condotti in processione dalla Basilica alla chiesa di San Giorgio, ritornando nella loro prima casa. 
Pubblichiamo qui di seguito il reportage fotografico della storica processione.

Prima dell'uscita delle venerate immagini, il rettore del santuario don Ciccio Savino
 ha annunziato che, a seguito dei lavori interni di restauro, verrà creata una nuova 
collocazione per i simulacri in modo che possano essere più vicini al popolo
 orante durante tutto il corso dell'anno.









S. Cosma

S. Damiano



Evviva Santo Cosimo e Damiano,
beato quel tesoro che avete in mano.









Si notano ancora le tracce del disegno lasciato dal madonnaro
durante la festa della terza domenica di ottobre



A causa delle cattive condizioni climatiche i simulacri vengono rivestiti
con gli impermeabili










Ingresso nella chiesa di S. Giorgio





  




Sempre nell'ambito dei festeggiamenti per l'anniversario, lunedì 18 marzo, presso la chiesa di San Giorgio, è stato presentato il volume "Le edicole votive a Bitonto" curato da Chiara Cannito,  Antonio Sicolo e Maria Anna Visotti col contributo della restauratrice Lucia Schiavone, per il Centro Ricerche Storia e Arte Bitontine. Emerge chiaramente, dalla consultazione del volume, la diffusione imperante di edicole votive dedicate ai Santi Medici, accanto quelle dedicate all'Immacolata, patrona della città.
Il 19 marzo, invece, i simulacri dei due santi sono stati portati in pellegrinaggio alla frazione di Palombaio e il giorno seguente a Mariotto. Il giorno 21 hanno fatto rientro nella chiesa di San Giorgio.
Il 22 marzo, Venerdì di Passione, le sacre immagini sono state infine riportare al loro Santuario dove il cardinale Angelo Amato ha celebrato la santa messa.
Non possiamo evitare in questa sede una breve critica alla scelta di far ritornare processionalmente i Santi Medici al Santuario proprio il Venerdì di Passione, giorno dedicato alla Vergine Addolorata. Si è trattata di una scelta altamente discutibile che, ovviamente, ha avuto le sue negative conseguenze. A nostro avviso sarebbe stato più opportuno posticipare di un giorno il ritorno dei santi al santuario oppure, miglior cosa, rimandarne il rientro dopo la Pasqua così da poter meglio solennizzare un evento che, per la sua natura festaiola e giubilare, strideva con il clima penitenziale quaresimale.

Testo e foto di Francesco De Nicolo

lunedì 18 marzo 2013

Una nuova chiesa per Molfetta: la Madonna della Rosa.

Santino della Madonna della Rosa
 Finalmente, dopo anni di costruzione, anche la parrocchia della Madonna della Rosa ha una sua nuova sede stabile in un edificio costruito appositamente per una delle comunità parrocchiali più grandi di Molfetta, proprio in quanto comprende un vasto territorio attualmente in via di espansione, dietro l'ospedale.
A Molfetta, il culto della Vergine con il titolo di "Sancta Maria Rosarum" sorse in una cappella rurale, parte integrante di una torre, ancora oggi situata sulla vecchia via di Bitonto, non lontano dal centro abitato, dove era affrescata l'immagine della Vergine con il Bambino, entrambi mostranti nelle loro mani una rosa (da lì il titolo mariano). In tale cappella, regolarmente, soprattutto nel mese estivo quando le villette circostanti venivano popolate, si celebrava la Messa e tanto crebbe la devozione verso questa Madonna che ogni anno, nel primo martedì dopo Pasqua, i molfettesi si recavano in pellegrinaggio verso tale cappella, che nel contempo divenne il secondo Santuario mariano, dopo quello più importante ed eretto a Basilica della Patrona della Città, Maria SS. dei Martiri.
Con l'espansione urbanistica della città, nuovi edifici vennero costruiti verso l'entroterra, evidenziando la necessità di istituire nuove realtà parrocchiali che potessero far capo ai nuovi quartieri. La prima parrocchia istituita, fu quella di Sant'Achille, a cui seguirono la Santa Famiglia e la Madonna della Rosa nel 1977.
Tutte e tre le parrocchie sorsero in locali messi a disposizione dai nuovi parrocchiani all'interno dei palazzi, fin quando non vennero costruite delle vere e proprie chiese, molto più adatte ad ospitare le grandi comunità e ad essere sede dei tre culti mariani che tutt'ora le contraddistinguono (rispettivamente Regina del Paradiso, Madre della Speranza e Madonna della Rosa). Se per le prime due comunità subito sorsero i nuovi edifici sacri, così non è stato per la terza, che fino all'8 marzo di quest'anno, ha continuato a popolare il precedente locale.

 Il 9 marzo 2013, finalmente, la comunità parrocchiale della Madonna della Rosa ha preso sede definitiva nella nuova chiesa alle spalle dell'ospedale cittadino, il cui progetto fu approvato nel febbraio del 2007.
Sono intervenuti nella realizzazione della struttura: l'architetto I. Candelmo, gli ingegneri G. Uva e F. Allegretta, V. Azzollini e il dott. agronomo V. Annese.

Grande entusiasmo da parte dei parrocchiani che, nella mattinata del 9, si sono impegnati per completare gli ultimi preparativi per accogliere il Vescovo e la cittadinanza per la solenne Cerimonia di Dedicazione del complesso alla Vergine della Rosa.

Nell'altare della nuova chiesa, come è consuetudine, sono state riposte ben 4 reliquie: quelle di San Corrado di Baviera, Patrono di Molfetta, di San Paolo della Croce, dei Beati Martiri di Otranto e del Beato Giovanni Paolo II.

L'edificio, in pianta ottagonale, si compone di un ambiente ampio e luminoso, semplice con due vetrate colorate ai due lati dell'altare, un Crocifisso con la Vergine e San Giovanni ai lati, sulla sinistra una nicchia attualmente vuota e sulla destra, l'accesso ad una cappellina, dove è presente il Tabernacolo, fulcro e perno di tutte le chiese, in quanto sede del Santissimo.

Visione dell'interno della chiesa


Particolare dell'altare

Prima lapide commemorativa

Tabernacolo nella cappella

Seconda lapide commemorativa

Uno degli ingressi laterali

Particolare del portale

Particolare del portale


Ingresso principale
 



Vorrei concludere sottolineando il grande impegno di questa comunità parrocchiale della Madonna della Rosa nella realizzazione del nuovo edificio sacro, in cui ha contribuito con numerevoli sacrifici affinchè finalmente si potesse usufruire di un ambiente più ampio e più adatto per le celebrazioni liturgiche.
La Città di Molfetta, nel giro di un anno, si è arricchita di ben due nuovi complessi, della Madonna della Rosa (primo vero edificio di culto) e di Sant'Achille (la cui chiesa, inaugurata e dedicata nel 25 marzo 2012 sostituisce la precedente costruzione, attualmente adiacente, la cui capienza era notevolmente inferiore al numero reale di parrocchiani che ne fanno parte). Le due comunità parrocchiali, dunque, già erano attive presso sedi precedenti, non adatte, per motivi di spazio, a contenere queste due realtà ancora in continua espansione: la costruzione di questi due nuovi edifici è stata dunque assolutamente necessaria e sono il frutto di sacrifici di due comunità che hanno tutto il diritto di usufruire di spazi consoni per il culto cattolico.
Le critiche non costruttive lasciano il tempo che trovano.

Testo e foto di Maria Cristina Roselli
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