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giovedì 23 febbraio 2012

"U Toeme"

A conclusione del periodo di Carnevale, la parrocchia San Bernardino in Molfetta ha voluto rendere onore alla tradizione del Toma, la tipica maschera molfettese, organizzando il suo "funerale" con falò nei pressi della parrocchia. Lo spirito che ha animato gli organizzatori è stato quello di mantenere viva questa folkloristica usanza che purtroppo è caduta, nel corso degli anni, in un inesorabile oblio. Siamo infatti lontani dai "fasti" del passato in cui si svolgevano grandi e partecipati cortei cittadini con il fantoccio di Toma, marito della Quarantana. L'ultima edizione del corteo funebre cittadino si è tenuta nel 2005, culminata con il falò in Corso Dante.
I ragazzi della parrocchia hanno "costruito" il fantoccio utilizzando vestiario vecchio e imbottendolo con palle di carta di giornale. Inizialmente il Toma è rimasto esposto nei locali parrocchiali su un altare improvvisato circondato da candele che, con le marce funebri in sottofondo, creavano un'atmosfera toccante. Alle ore 23 dall'oratorio della parrocchia il fantoccio nella sua bara è stato portato in processione in alcune delle più importanti vie del territorio parrocchiale, tra cui Via A. Volta, Corso Umberto e Piazza Garibaldi (Villa). Nel suo procedere, il corteo funebre si è fermato nei pressi di alcune attività commerciali, dove il Toma è stato omaggiato con il saluto dei negozianti. Alle ore 23.30 circa il Toma è ritornato nei locali parrocchiali dove è stato, come da usanza, bruciato. Ad appiccare il fuoco è stato don Pasquale Rubini, a cui approfittiamo per fare gli auguri per la laurea appena conseguita. Nell'occasione don Pasquale si è espresso fiducioso affinchè il periodo della Quaresima sia vissuto con preghiera e penitenza.
Dopo questa manifestazione molti hanno partecipato alla Processione della Croce, che apre ufficialmente la Quaresima e gli affascinanti riti che rendono Molfetta una delle città più famose nel periodo della Settimana Santa.
Foto tratta da un giornale locale (2005)
Testo di Damiano de Gennaro

mercoledì 9 marzo 2011

52esima edizione del Carnevale molfettese!

Festa perfettamente riuscita, quella della 52esima edizione del Carnevale molfettese 2011!
Fortunatamente (e direi anche stranamente!) la sfilata si è svolta in entrambi i giorni di festa, domenica 6 e martedì 8 marzo, nonostante quella pioggia del primo giorno, che ha rischiato di far "saltare" la prima esibizione.
Per l'occasione, Corso Umberto si è trasformato in un vero e proprio "fiume" di vivaci colori e di travolgente allegria, che hanno contribuito sicuramente alla buona riuscita dell'evento! Complici di ciò anche i comici Savino e Terrafino, accompagnati da Tommaso Amato e Marilena Farinola e dal gruppo di animatori Carrassi, De Gioia, La Mastra e Lucivero.

Ospite d'onore della prima serata Gianni Ciardo, di martedì Giorgio Alfieri!

Qui di seguito riporto le foto scattate martedì 8 marzo.

Il gruppo della Parrocchia San Domenico.
Il primo carro, realizzato da Gino Cantatore: "E' sempre la solita musica"


Gruppo della Parrocchia Santa Famiglia

Secondo carro, di Francesco de Candia: "Ripulite il mare"


Il gruppo dell'Oratorio Sant'Achille: "Volare si può!"


Terzo carro, del gruppo Scardigno: "Alcool e cocaina, molte vite alla rovina"


Gruppo della Parrocchia San Bernardino

Nella bianca limousine, l'ospite della serata, Giorgio Alfieri!


Il gruppo più numeroso della sfilata: ACR Sant'Achille... ben 250 cuccioli di dalmata!

Quarto carro, il primo del gruppo Centrone- Favuzzi: "Tasse e consumi... e i debiti chi li paga?"


Il gruppo della Parrocchia Cattedrale


Gruppo della scuola media San Domenico Savio


Quinto carro: "Regno dell'Agricoltura... abitiamolo con cura!"


Gruppo della Parrocchia San Pio X: un omaggio ai 150 anni dell'Unità d'Italia!


Ultimo carro: "Tutti arrostiti da re Arlecchino... il pranzo gli è servito!"




Presso la Villa Comunale, di fronte al Seminario Vescovile, il palco.

La sfilata giunge al suo termine....


Un enorme applauso và ai cartapestai, che in pochi mesi sono riusciti a realizzare questi grandi carri; complimenti a tutti i gruppi mascherati, che con la loro gioia e vitalità hanno coinvolto tutti gli spettatori!
Mi auguro che nei prossimi anni si possa sempre più migliorare e ripristinare l'antico prestigio del Carnevale molfettese.... a mio parere, siamo su un'ottima strada...!

Foto e testo di Maria Cristina Roselli

lunedì 7 marzo 2011

Tradizioni carnevalizie in declino: la corsa dell'anello e Toma

Il passaggio inesorabile del tempo lascia alcune cose e ne porta via altrettante.
Le tradizioni che ci sono giunte fino a noi sono dunque le "superstiti" del lungo corso del tempo e altre sono in ormai in fase di agonia. Uno degli obbiettivi del blog è proprio quello di ricordare le tradizioni perse e mantenere vivo quello delle esistente.
Una delle tradizioni carnevalizie di Terlizzi la cui ultima edizione si è tenuta diversi anni fa, era quella della "corsa dell'anello". Alcuni cavalieri vestiti a maschera, in sella dei propri destrieri, si sfidavano in una competizione che consisteva di cercare di centrare con uno spadino il foro di un anello appeso a mezz'aria attraverso un filo legato a due pali.
La folkloristica competizione che ha sicuramente avuto origine dalle giostre medioevali, veniva effettuata fino a qualche anno fa nel largo di via Torino. Personalmente ho avuto modo di assistere ad alcune edizioni da bambino.
A Molfetta una delle tradizioni in declino è quella di Toma, "u Toeme" (in dialetto molfettese) marito della Quarantana.
In passato, la serata del martedì grasso, i pescivendoli organizzavano una ballata carnevalesca che, partendo dalla porta della città vecchia, si snodava per le vie del borgo. Dall'Arco della Terra usciva un corteo funebre formato da uomini travestiti da lamentatrici, con veli neri sul capo, una candela in una mano e nell'altra una cordicella con dei pezzi di sughero infilati, come fosse un rosario. Uno dei pescivendoli travestito da curato, aveva in mano un libro aperto e con voce nasale pronunciava frasi in latino prive di senso intervallate da bestemmie. Seguiva un carretto trainato a mano o da un asino, su cui era disteso il cadavere di Toeme. Esso era un fantoccio di paglia con vestiti rattoppati e la testa, formata da una palla di carta di giornale accartocciato, nascosta da un cappello. Dietro al feretro venivano i parenti: la vedova Quarantana con le due comare e poi figli, fratelli, e altri che invocavano il suo nome decantandone le virtù e simulando strilli e singhiozzi.
Il corteo giungeva al borgo verso le 22 e il carretto riportato alla porta della città veniva rovesciato e e il fantoccio spogliato per poi essere bruciato sul molo.
Toma era l'allegoria del Carnevale che con le sue brevi e fasulle ore di allegria e divertimento, finiva per segnare l'inizio dell'astinenza, del digiuno e della penitenza della Quaresima. Infatti solo poche ore dopo il rogo di Toma, dalla chiesa del Purgatorio si snoda la processione della Croce con l'Arciconfraternita della Morte.



Testo di Francesco De Nicolo
Foto tratte da un giornale locale

mercoledì 2 marzo 2011

Le maschere di Carnevale a Terlizzi

In occasione del carnevale le scuole di Terlizzi hanno organizzato una sfilata in maschera.
Per ricordare il 150° dell'Unità d'Italia, i bambini hanno indossato vestiti ottocenteschi, camice rosse imitando un gruppo di carbonari che con fucili e armi bianche era pronta a lottare contro lo straniero.






Riferimento è stato fatto anche all'immenso patromonio artistico e culturale dell'Italia.




Foto e testo di Francesco De Nicolo
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