Lo scorso sabato 23 febbraio, presso l'auditorium "A. Salvucci" del Museo Diocesano di Molfetta, si è tenuta una interessante conferenza dal titolo Tra vanità e penitenza: l'iconografia di Santa Maria Maddalena.
La serata è stata aperta dal saluto del sig. Saverio Di Bisceglie, commissario dell'Arciconfraternita della Morte, sodalizio al quale si deve l'importante contributo per il sovvenzionamento del necessario restauro della statua settecentesca raffigurante Maria Maddalena esposta nel Museo. A seguire don Michele Amorosini, direttore del Museo Diocesano e responsabile dell'Arte Sacra della diocesi, ha illustrato, ai numerosi presenti, le varie fasi del delicato restauro eseguito dalla ditta Lorenzoni Restauri Srl di Polignano a Mare.
Il pregevole simulacro, ascrivibile alla scuola napoletana del XVIII sec., si presentava coperto dalle pesanti e numerose ridipinture e da alcune sovrapposizioni in tela e cartapesta gessata che coprivano i seni e l'avambraccio sinistro.
Inoltre la superficie lignea si presentava particolarmente compromessa, contaminata da insetti xilofagi e con lacune nella policromia.

Il simulacro, oggi ammirabile in tutto il suo originario splendore nel Museo Diocesano, è probabilmente quello donato dalla devota Maria Maddalena de Beatis alla Confraternita della Morte con l'intento di essere esposto in chiesa e quindi non realizzato col proposito di portarlo in processione (O. PANUNZIO, Diario per la Confraternita della Morte, Molfetta 1987). "Essa, infatti, non rappresentava la santa durante la Passione e Morte di Gesù, ai piedi della croce o presso il sepolcro, ma la raffigurava in epoca posteriore, quand'era penitente nel deserto.".
E' seguito poi l'intervento della dott.ssa Maria Raffaella la Grasta che ha relazionato sull'iconografia di Santa Maria Maddalena partendo dall'analisi di alcuni affreschi realizzati da giotteschi nella cappella della Maddalena nella Basilica inferiore di Assisi e illustrando il progressivo sviluppo e metamorfosi della raffigurazione a seguito del Concilio tridentino.
Al termine della conferenza è stato possibile ammirare, nella sala dei giaquinteschi, la statua della Maddalena fresca di restauro affiancata dalla straordinaria statua della Maddalena "scandalosa" realizzata nel 1950 dallo scultore Giulio Cozzoli.
Si tratta della prima versione della Maddalena realizzata dall'artista molfettese per la processione del Sabato Santo e rifiutata dal vescovo dell'epoca, mons. Achille Salvucci, perché ritenuta troppo sensuale ed "inadatta ad una processione mistica". La statua rimase pertanto in proprietà della famiglia Cozzoli che gelosamente la conserva.
Qui di seguito una selezione di immagini del simulacro restaurato, gentilmente concesse dal Museo Diocesano.
Qui di seguito una selezione di immagini del simulacro restaurato, gentilmente concesse dal Museo Diocesano.
| Particolare del volto |
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| Le due statue della Maddalena |
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| La Maddalena scandalosa e la Maddalena del XVIII sec. |
Testo di Francesco De Nicolo
Foto di Maria Cristina Roselli
Foto dei simulacri gentilmente concesse dal Museo Diocesano



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