sabato 13 agosto 2011

Il declino delle feste patronali a Bitonto

Il 2011 sarà sicuramente un anno da dimenticare per la città di Bitonto, che si vede privata delle sue feste patronali. Il presidente del comitato feste ,infatti, Lino Fanelli si è dimesso all’inizio dell’anno a causa della mancanza di risorse e fondi da parte del comune per l’organizzazione dei festeggiamenti in onore dell’Immacolata: l’apice di un declino iniziato nel 2008, quando il nuovo sindaco, Raffaele Valla, convinto di interpretare così la volontà popolare e di dare una svolta, frutto del cambiamento politico, decise di spostare i festeggiamenti da maggio a Ferragosto, come si erano tenuti per molto tempo nel ‘900. Ma i tempi sono cambiati: nel ‘900 la città vantava una delle feste patronali più seguite in Puglia, con 3-4 concerti bandistici, fuochisti e ditte di luminarie che facevano a gara per organizzare i festeggiamenti; pare sia nato a Bitonto il “prospetto”, ad opera dei falegnami bitontini, che realizzarono una grande macchina scenica per addobbare Porta Baresana. E così è stato fino ai primi anni del 2000: basti ricordare che nel 2001 l’intero apparato illuminario fu realizzato dalla Paulicelli International, e Corso Vittorio Emanuele divenne meta di osservatori italiani e stranieri, tanto che l’intero apparato fu poi venduto ad un’azienda giapponese ( le foto, tratte dal gruppo Fb “Per riportare a maggio le feste patronali di Bitonto”, parlano da sole … ).





Galleria e prospetto di Porta Baresana realizzatti dalla Paulicelli International per le feste patronali a maggio 2001




Negli ultimi due anni ( complici gli scarsi fondi comunali e il mancato entusiasmo del Comitato), invece, si è assistito a quella che molti hanno ormai definito una festa confraternale: bande esclusivamente bitontine, eventi civili incapaci di attirare giovani e non (visto che a ferragosto i bitontini emigrano verso le località costiere , lasciando la città in mano ai meno fortunati e agli anziani), solenne processione dell’Immacolata seguiti da quasi 50 persone. Inutile è stato l’acceso alterco tra il sindaco Valla e l’arcivescovo, mons. Cacucci, sulla collocazione delle feste,l’8 dicembre 2008, tanto che quest’ultimo fu costretto a convincere i sacerdoti bitontini alle feste “agostane”. Anche la commemorazione del miracolo dell’Immacolata, il 26 maggio, è ormai svolta in toni molto ridotti: quest’anno la processione di trasferimento dell’Immacolata dal santuario dei SS. Medici, dove è condotta la sera del 25, alla Cattedrale è avvenuta in fretta nella mattinata, perché l’evento religioso ha dovuto cedere il posto al corteo storico. Solo il gruppo folkloristico bitontino “Re Pambanelle”, da sempre in prima linea per la difesa delle tradizioni locali, ha allietato la serata del 25 con un omaggio musicale alla patrona. Addirittura la Gazzetta del Mezzogiorno, per giustificare le manifestazioni del 26, parlava di presunte feste patronali in città. Risuonano ancora, nella mente di molti, le forti parole del rettore del santuario dei SS. Medici, don Ciccio Savino, all’arrivo della sacra immagine dell’Immacolata la sera del 25: ora più che mai, è necessario chiedersi se la Patrona è ancora contenta della “pupilla dei suoi occhi”… ( l'arguta vignetta di Pierfrancesco Uva rende bene l'idea )
E così ,quest’anno, ci saranno solo le celebrazioni liturgiche in onore dell’Assunta, a cui è dedicata la Cattedrale. I bitontini non possono più accettare la situazione. La festa è stata, è e sarà sempre a Maggio: solo così si può riaccendere ancora quel senso di identità , di appartenenza al paese natio che molti stanno perdendo ( e che si concretizza in estate, con lo spopolamento della città), nonché attirare turisti per incrementare ancora il turismo, che tanto può dare a Bitonto. Speriamo che la deriva a cui si è giunti quest’anno faccia capire all’amministrazione comunale che il tempo per intraprendere una vera svolta non è mai tardi. Intanto, a settembre ci sarà una riunione per costituire un nuovo comitato, che dovrebbe organizzare le feste del 2012 a Maggio.



Non possiamo che affidarci a Maria, celeste patrona della città: " Viva Lei, che ci salvò !"


Testo e foto finale di Domenico Ferrovecchio


RINGRAZIO SENTITAMENTE L'AMICO PIERFRANCESCO UVA PER LA GENTILE CONCESSIONE DELLA SUA VIGNETTA

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