lunedì 9 febbraio 2009

INTER LICIUS - MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA

MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA

Il Museo della Civitlà contadina locato in via Pacecco, in un sotterraneo del Liceo Pedagogico, è costituito da una ricca raccolta voluta dal concittadino Damiano Paparella: testimonia sopratutto la vita dei campi e quella domestica dei primi del secolo scorso, la primordiale ma efficace tecnologia degli strumenti di lavoro tramandati da una generazione all'altra.
Si tratta di centinaia e centinaia di oggetti e suppellettili sorprendenti per la forma e per la decorazione, ma anche per la loro funzione; cose insomma che sembravano perdute per sempre, sepolte dal consumismo, dall'appiattimento della cultura e dal superficiale accavallarsi della nostra vita moderna.

lunedì 2 febbraio 2009

INTER LICIUS - CONVENTO DELLE CLARISSE

CONVENTO DI SANT'ANNA DELLE CLARISSE


In città viene tuttora indicata come la chiesa delle monache essendo appartenuta dal 1726 al 1866 alla locale comunità clarissiana alloggiata nell'attiguo monastero di S. Anna.
Occorre visitarla con attenzione, ammirandone l'elegante cantoria, la pala dell'altare raffigurante "Sant'Anna che muore" di Antonio Baldi, le pregevoli statue lignee di S. Francesco d'Assisi, S. Chiara e S. Anna.
Sarebbe bene soffermarsi anche nella sagrestia per cogliere qualche segno dell'antica vita claustrale (la ruota e il grande focolare) e da dove si accede al piccolo austero chiosco inferiore che incornicia un pino solitario svettante nel cielo.
In questo edificio attualmente è locato l'Ufficio d'Igiene ed il Conservatorio, mentre il chiosco è adibito internamente come luogo di mostra ed esternamente.
Al convento appartiene quella che i terlizzesi chiamano la "Torre delle Clarisse" recentemente restaurata.


La Torre delle Clarisse prima del restauro di quest'autunno


La Torre delle Clarisse dopo il restauro

Questo ultimo restauro è stato molto discusso poiché come potete vedere la facciata è stata radicalmente cambiata con un intonaco di cui ho già discusso nel post: "RESTAURO TORRE DELLE CLARISSE IN PIAZZA CAVOUR: DI MALE IN PEGGIO?"

martedì 27 gennaio 2009

INTER LICIUS - PINACOTECA DE NAPOLI

LA PINACOTECA DE NAPOLI







La Pinacoteca sorge all'inizio di Corso Dante.

E' stata costruita nel 1892, alla morte del pittore Michele De Napoli (1808 – 1892), nativo di Terlizzi, che lasciò al Comune parte del suo ampio patrimonio artistico e la casa natale da destinare a museo. L’edificio è stato interessato da ripetuti interventi di restauro, intensificatesi negli anni novanta dello scorso secolo e che tutt’ora perdurano, nonostante l’amministrazione con vari atti propagandistici ha voluto far credere alla cittadinanza che il restauro fosse decisivamente finito, allestendo dall’11 luglio al 30 ottobre 2005 una esposizione articolata su due piani intitolata: “I fiori dei Medici – Dipinti dagli Uffizi e dai Musei Fiorentini”.

La collezione ora conservata alla Pinacoteca, comprende circa settecento opere, principalmente disegni. Di grande importanza sono soprattutto i cartoni e i bozzetti preparatori dei dipinti di grande formato che il De Napoli realizzò durante la sua carriera, svoltasi prevalentemente a Napoli e a Roma. Il percorso espositivo intende documentare il metodo di lavoro e le diverse fasi di esecuzione delle opere dell’artista, seguendo per lo più un criterio cronologico.

La prima sala sarà dedicata al periodo della formazione svoltasi prima a Napoli (1833 – 1839), al seguito del pittore neoclassicista Costanzo Angelini, poi a Roma (1839 – 1841). Risalgono a questo periodo numerose copie di sculture classiche, dalle quali emerge la forte educazione disegnativa ricevuta dall’artista. Nella seconda sala, saranno esposte le opere a soggetto stanco e mitologico, tra cui il grande quadro Mario e il Cimbro. Le sale successive sono dedicate alla ritrattistica, che ebbe un ruolo assai rilevante nell’attività del pittore tra gli anni Quaranta e Cinquanta, con esiti molto espressivi: oltre ai numerosi ritratti dedicati al alcuni membri della famiglia (ad esempio Ritratto della moglie), si distinguono in particolare l’Autoritratto, il Ritratto virile, e soprattutto il bel dipinto Ritratto di tre fanciulle. Tre sale saranno dedicate alla produzione ordinamento sacro, che costituisce la parte più consistente dell’intera collezione, perché l’impegno artistico del pittore si indirizzò soprattutto a favore della prevalente committenza religiosa. Oltre ai numerosi studi e bozzetti per dipinti ed affreschi realizzati a Napoli, un posto di rilievo occupano quelli che si riferiscono alle grandi composizioni destinate alla Cattedrale di Terlizzi e lì conservate: si segnalano, in particolare, la pala con l’ Invenzione della Madonna di Sovereto (1882), patrona della città, e la tela con Il Ritorno delle Marie dal Calvario (1885). Le ultime sale saranno dedicate all’opera grafica dell’artista con numerosi disegni, tra cui i quattro grandi studi realizzati nel 1845, per i due affreschi del Martirio di S. Luca per l’omonima chiesa di Napoli, immediatamente distrutti durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e numerosi lavori preparatori, tra cui Il colera a Ruvo, che rappresenta un momento dell’epidemia del 1884, e il Terremoto a Melfi del 1851 opera non più realizzata.





lunedì 12 gennaio 2009

INTER LICIUS - CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE


CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

Periferica rispetto al centro della città, conserva con i quattro altari i tratti discreti del fascino francescano, offrendo un clima di grande serenità. L'interno presenta un colpo d'occhio che svela un panorama artistico di grande attrazione: fra le altre opere si segnalano la tela di Nicola Gliri ("Madonna con Angelo e Santi" sull'altare maggiore), quella di Carlo Rosa ("San Felice da Cantalice" sulla sinistra del presbiterio) e altri autori raffiguranti prevalentemente apostoli, frati cappuccini e padri della Chiesa. Di particolare valore artistico risulta anche l'elegante tabernacolo sull'altare maggiore finemente lavorato in noce.

lunedì 15 dicembre 2008

INTER LICIUS - CHIESA DI SANTA LUCIA

LA CHIESA DI SANTA LUCIA



La piccola Chiesa di Santa Lucia sorge in Piazza Cavour tra un palazzo e il chiosco del convento delle Clarisse.
Malgrado la sua modestia, la chiesa ospita alcune opere di rilevanza artistica.

Dipinto "San Paolo" Ignoto pittore pugliese
La tavola fa da pendent all'altra raffigurante S. Pietro.
La figura dell'Apostolo Paolo, in piedi su un pavimento anch'esso a riquadri ornati da motivi floreali alternati a piccoli riquadri scuri, si staglia su un medesimo fondo d'oro definito da una cornice arabescata. Il Santo leva nella destra la spada, suo tradizionale attributo, perfettamente verticale, e tiene sotto il braccio sinistro il libro, di cui si vedono i fermagli laterali. Anche la cornice del dipinto, antica, è uguale a quella dell'altra tavola.

Dipinto "San Pietro" Ignoto pittore pugliese
L'apostolo Pietro, ritratto in piedi su un pavimento a riquadri ornati da motivi floreali che si alternano a più piccoli riquadri scuri, regge sul palmo della mano sinistro il Libro aperto e stringe nella destra le grandi chiavi d'oro. La figura, avvolta da un'ampio mantello con un bordo ricamato come l'orlo dell veste, si staglia su un fondo d'oro riquadrato da una fascia ornata da girali vegetali e da un'altra, più stretta, con motivo a torciglione. La tavola ha una cornice originale, intagliata con un bassorilievo di palmette e fiori.

Statua "Santa Lucia" Ignoto scultore pugliese
A figura intera imponente per la cadenza delle ampie vesti, la santa stringe al petto la palma del martirio. E' andato perduto l'oggetto, probabilmente il calice con gli occhi, suo tradizionale attributo iconografico, che stringeva nella mano destra.


In occasione del giorno dedicato alla Santa, viene allestito d'innanzi alla Chiesa un grande fuoco che rimane acceso per tre giorni interrottamente.

lunedì 8 dicembre 2008

La tradizione di San Nicola a Terlizzi e Molfetta

 La tradizione di San Nicola che porta doni ai bambini è cominciata molto tempo fa. Si è diffusa prima in Asia, quasi subito dopo la morte di San Nicola, e poi in tutto il mondo, anche in Italia a Trieste.
A quei tempi a Terlizzi si produceva molto olio e si esportava via mare, da Molfetta in altri paesi.
Per questo motivo i marinai molfettesi giunsero a Trieste un 5 dicembre con la barca "La Bella Aurora", guidata dal capitano Michele Panunzio.
I marinai furono ospiti del commerciante che aveva comprato l'olio e nella sua casa assistettero ai preparativi per la festività di San Nicola.
I bambini mettevano la calza al camino e recitavano preghiere al Santo prima di andare a letto.
Il giorno dopo, il 6 dicembre, ci furono doni per tutti; il commerciante offrì doni ai marinai molfettesi affinché li portassero ai loro bambini. Tornati a Molfetta, il capitano e i suoi marinai pensarono di iniziare, anche da noi questa bella tradizione. I bambini di Molfetta, il 6 dicembre 1769, trovarono per la prima volta i doni. I commercianti terlizzesi, venuti a conoscenza di questo fatto, diffusero ben presto la tradizione anche a Terlizzi.

Foto di Francesco De Nicolo

lunedì 1 dicembre 2008

INTER LICIUS - CHIESA DI SAN GIUSEPPE

CHIESA DI SAN GIUSEPPE


La piccola Chiesa di San Giuseppe, per la popolazione meglio conosciuta come Chiesa di San Nicola; si trova in pieno centro storico in Via Ospedale (così chiamata perché quivi aveva sede l'antico ospedale medioevale della città).
La chiesa era precedentemente dedicata alla Madonna del Parto. Qui, le donne che non potevano crescere i loro bambini, vi lasciavano i pargoli in fasce, in una apposita nicchia nei pressi della chiesa.
La chiesa è meta di pellegrinaggio il giorno della vigilia del 6 Dicembre.
In questo giorno, i genitori accompagnano i bambini alla chiesa perché preghino San Nicola, che nella tradizione di Terlizzi e Molfetta, porterà ai fanciulli i doni richiesti.


facciata esterna


Statua di "San Bartolomeo" - Ignoto scultore pugliese
Il Santo, raffigurato con capelli scuri e la barba, stringe un libro sotto il braccio sinistro e impugna con la destra il coltello, che fu lo strumento del martirio.


Statua dei misteri del Venerdì Santo





Altare - Dipinto "Deposizione di Cristo dalla Croce"
Ignoto pittore pugliese

Al centro della composizione, il Cristo viene staccato dalla Croce da Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea aiutati da due personaggi che si sporgono dalla traversa.
Le figure sono in bilico su quattro scale.
Ai piedi della Croce è raffigurato San Giovanni tra Maria Maddalena e Maria Vergine in delirio, che sviene sorretta dalle pie donne. Sullo sfondo si vede il torrione di una cinta muraria.



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